Emorroidi: sintomi, cause, gradi e cure efficaci

Emorroidi: cosa sono davvero?

Le emorroidi non sono di per sé una malattia: sono normali cuscinetti vascolari del canale anale, fondamentali per continenza e discriminazione del contenuto rettale. Si parla di malattia emorroidaria quando queste strutture si infiammano, si dilatano o prolassano, causando sintomi come sanguinamento, gonfiore, prurito o dolore.

Nota bene che oltre il 50% delle persone sopra i 40 anni può sperimentare disturbi emorroidari.

Prenota una visita

Sintomi delle emorroidi: come riconoscerle

Sintomi più frequenti:

  • Sangue rosso vivo dopo evacuazione
  • Bruciore o prurito anale
  • Gonfiore o sensazione di peso
  • Prolasso (fuoriuscita di tessuto)
  • Dolore, soprattutto in caso di trombosi
  • Difficoltà nella pulizia dopo evacuazione
  • Sensazione di incompleto svuotamento

Attenzione:

Non tutto il sanguinamento anale è dovuto alle emorroidi. Patologie come ragadi, fistole, ascessi, polipi o neoplasie devono essere escluse con visita specialistica.

Classificazione delle emorroidi: i 4 gradi sec. Goligher

I grado

Emorroidi interne, sanguinamento senza prolasso evidente.

II grado

Prolassano durante l’evacuazione ma rientrano spontaneamente.

III grado

Prolassano e richiedono riduzione manuale.

IV grado

Prolasso fisso, non riducibile.

Perché è importante?

Il grado orienta il trattamento: dalle modifiche dietetiche fino alla chirurgia correttiva.

Diagnosi: visita proctologica e anoscopia

La visita coloproctologica è il passaggio centrale per distinguere una vera patologia emorroidaria da altre condizioni anorettali.

Può includere:

  • Ispezione perianale
  • Esplorazione digitale
  • Anoscopia
  • In alcuni casi rettoscopia o colonscopia

Emorroidi esterne trombizzate: quando il dolore è intenso

Un dolore anale improvviso con nodulo duro e violaceo può indicare una trombosi emorroidaria esterna.

Possibili opzioni:

  • Terapia medica iniziale
  • Antidolorifici
  • Escissione chirurgica selezionata

Attenzione

Sangue rosso vivo, dolore o prolasso non sono sintomi da ignorare: una visita proctologica precoce può evitare peggioramenti, recidive e interventi più invasivi.

Cura delle emorroidi: trattamenti realmente efficaci

1. Terapia conservativa (primi stadi o fasi acute)

Include:

  • Aumento di fibre (frutta, verdura, psyllium)
  • Idratazione abbondante
  • Regolarizzazione intestinale
  • Semicupi tiepidi
  • Flebotonici (es. diosmina)
  • Pomate o supposte per breve periodo

Obiettivo:

Ridurre sintomi e prevenire recidive.

E’ fondamentale evitare l’automedicazione e rivolgersi a uno specialista coloproctologo per un corretto inquadramento della patologia emorroidaria.

Per quel che riguarda la terapia medica è inoltre importante cercare di evitare di mantenere troppo a lungo la stessa posizione durante la giornata, sia seduta che in piedi (la patologia emorroidaria ad esempio è classica e frequente nei camionisti e nei camerieri, uno sta troppo seduto, l’altro troppo in piedi).

Possono alleviare i sintomi dei semicupi con acqua tiepida di 10-15 minuti 2-3 volte al giorno evitando di aggiungere saponi, bagnoschiuma o additivi troppo aggressivi.

I semicupi migliorano il flusso sanguigno e rilassano i muscoli sfinteri che circondano l’ano.

Esistono diversi farmaci flebotonici a base di diosmina, esperidina, troxerutina che servono a migliorare il trofismo emorroidario.

Varie pomate e supposte sono disponibili senza prescrizione medica.

Efficaci temporaneamente per alleviare i sintomi possono essere pomate che contengono cortisone ma non dovrebbero essere utilizzate per più di una settimana salvo diversa prescrizione medica.

2. Trattamenti ambulatoriali mini-invasivi

Legatura elastica o scleroterapia

Indicata soprattutto nei gradi I–II o nei gradi più avanzati in pazienti fragili che non possono essere sottoposti ad anestesia locoregionale.

Vantaggi:

  • Ambulatoriale
  • Rapida
  • Nessuna anestesia generale

Limiti:

  • Possibili recidive nel tempo

3. Chirurgia delle emorroidi: quando serve davvero

La sola terapia medica spesso riesce a ridurre i fastidi e prevenire le crisi emorroidarie, quando però i sintomi peggiorano, come intensità o frequenza delle ricadute, è corretto ipotizzare la necessità di in un intervento chirurgico correttivo.

Al giorno d’oggi le opzioni chirurgiche possono essere diverse e al Dott. Paolo Boati piace pensare che per ogni paziente, lo specialista coloproctologo selezioni l’intervento migliore per quel tipo di paziente, come un sarto che debba confezionare un abito su misura.

Da qui l’importanza di affidarsi ad una persone preparata ed esperta che sappia scegliere insieme al paziente la tecnica più adeguata per garantire il miglior risultato.

Dearterializzazione emorroidaria Doppler-guidata ed emorroidopessi (THD)

Particolarmente indicata per emorroidi sanguinanti di II–III grado.
Consente la legatura selettiva delle arterie emorroidarie che alimentano il plesso emorroidario ectasico (sfiancato) attraverso una guida doppler. Le suture longitudinali dei pacchetti emorroidari oltre a riposizionarli nella loro sede corretta (pessia) induce una fibrosi degli stessi.

Vantaggi:

  • Minor dolore
  • Recupero più rapido
  • Nessuna ampia asportazione

Mucoprolassectomia meccanica con suturatrice/stapler

Consiste nell’asportazione di un cilindro di mucosa rettale e nel riposizionamento dei cuscinetti emorroidari all’interno del canale anale stesso.

Ci si avvale di una suturatrice meccanica (stapler) che taglia e cuce contemporaneamente l’intestino inducendo una sorta di “lifting” del canale anale. All’interno del retto resta una sutura fatta di millimetriche graffette in titanio. Il decorso post operatorio è di solito caratterizzato da minor dolore. In casi selezionati è l’intervento migliore.

Vantaggi:

  • Minor dolore iniziale
  • Recupero più veloce in pazienti selezionati

Emorroidectomia tradizionale (Milligan-Morgan)

Rappresenta spesso la soluzione più radicale nei casi avanzati

Consiste nell’asportazione dei singoli pacchetti emorroidari mediante diatermocoagulazione o bisturi ad ultrasuoni (Ultracision).

Vantaggi:

  • Risultati duraturi
  • Bassa recidiva

Svantaggi:

  • Decorso post-operatorio un po’ più doloroso e con maggior secrezione mucosa

Qual è l’intervento migliore?

Non esiste una tecnica universalmente migliore: il trattamento ideale dipende da:

  • Grado
  • Sintomi prevalenti
  • Entità del prolasso
  • Età
  • Sesso
  • Comorbidità
  • Aspettative del paziente

Quando rivolgersi subito ad uno specialista

Prenota rapidamente una visita se hai:

  • Sangue nelle feci
  • Dolore intenso
  • Massa anale improvvisa
  • Prurito persistente
  • Prolasso
  • Anemia o sanguinamento cronico

F.A.Q.

Le crisi lievi possono migliorare, ma la predisposizione resta e senza correzione dei fattori di rischio possono recidivare.

No, nella maggior parte dei casi sanguinano, prolassano o recano una sensazione di pesantezza anale

No, ma alcuni sintomi possono confondersi con patologie più serie, quindi serve diagnosi corretta.

No, molti casi migliorano con terapia medica o ambulatoriale.

Non necessariamente, dipende dal tipo di emorroidi e dal profilo del paziente.

Prenota una valutazione proctologica

Sangue rosso vivo, dolore o prolasso non sono sintomi da ignorare: una visita proctologica precoce può evitare peggioramenti, recidive e interventi più invasivi.

Dr. Paolo Boati – Chirurgia generale e Proctologo, Milano